Paris Haute Couture: Christian Dior S/S 2016

CD

 

The moment before thanks is pure adrenalin for a designer. And when you are on the catwalk you could die for the emotions. Well, the Dior fashion team had the honor to ran out to take their bows at the end of the Christian Dior Haute Couture S/S 2016 show. Wow! Yes, all the team of designers because after Simmons resignation, there is not a new creative director, but an young intern team coordinate by Serge Ruffieux and Lucie Meier.

The new Haute Couture collection is beautiful, purely Dior style but young and modern. Also the entire set was spectacular! A building externally and internally covered by asymmetrical mirrors built in the gardens of the Musée Rodin. They reflect sprawled light and dresses creating an absolut magic atmosphere.

All the collection starts from Dior codes and his Bar jacket, remodeled, deconstructed, embroidered but alway a mast-have piece. Fit-and-flare silhouettes that emphasize waist, midi skirts with ruffles and midi sparkly dress with asymmetric necklines for the night.

Do you like this new collection?

Kisses

Sonia

 

Per uno stilista l’attimo che precede l’uscita in passerella per i ringraziamenti è adrenalina pura, capace di resuscitare i morti da quanta carica può dare, per poi esplodere in un’emozione al cardiopalma allo scrosciare degli applausi di gradimento del pubblico. Questo è un po’ quello che secondo me hanno provato i fashion designers dell’ufficio stile Dior lunedì 25 gennaio 2016 a conclusione della sfilata Haute Couture S/S 2016. Dopo le dimissioni di Raf Simmons lo scorso autunno,  nessun head designer è stato ancora nominato e, a quanto si vocifera, per il momento e per alcune collezioni a venire, lo sviluppo creativo resterà in mano al team interno di cui sopra coordinato da Serge Ruffieux e Lucie Meier.

Vi dico subito che la collezione presentata mi è piaciuta parecchio, è assolutamente fresca e udite udite, portabile,  ma si vede chiaro lo stile della Maison. Finalmente! 😉

Ma andiamo per gradi e vediamo nell’insieme tutta la sfilata.

La location, il Musée Rodin, è stata allestita con una scenografia parecchio suggestiva da Alexander de Betak. Chi mi segue da tempo sa che oltre ad essere una fashion designer, sono anche una scenografa e durante il mio percorso di studi ho progettato diverse scenografie utilizzando gli specchi, che sono un’elemento spettacolare ed assolutamente plasmabile e alterabile grazie alle luci. Una magia insomma! Non potevo quindi non fare una piccola digressione su questo allestimento costituito da una struttura ricoperta interamente sia all’esterno che all’interno da enormi specchi asimmetrici che riflettono ora la luce del sole, ora ogni singolo abito all’infinito e da tutte le angolazioni possibili e che annunciano in qualche modo quello che sarà il concetto sviluppato in collezione, ovvero una donna dalle tante sfaccettature, intimista, volitiva e libera. La freddezza e l’acquosità degli specchi è mitigata e riscaldata dal parquet sul quale sono posizionati diversi divanetti color rame per gli spettatori. Altro elemento forte è sicuramente la musica, elettronica, che facendo vibrare la struttura scenografica restituisce immagini anche in questo caso scomposte.

scenografia Dior

La collezione ruota intorno ad elementi cardine di quello che noi conosciamo come lo stile Dior, primo tra tutti la giacchina Bar lanciata nel 1947 e diventata simbolo ed icona del New Look. Come le immagini destrutturate dagli specchi anche questo capo è stato brillantemente destrutturato e reinventato in svariati modi, ora eliminando le spalline e dando vita a scollature a pieno decolleté, oppure trasformandolo in un bustier, in un cappottino, o utilizzandone solo la baschina che diventa ora il volant rovesciato sulla la vita di una gonna o la scollatura di un abito e di una maglia, e per finire polsino della giacca stessa. Le gonne da giorno sono longuette a pannelli asimmetrici di stoffe differenti dal taglio verticale. Per la sera gli abiti si fermano alla caviglia e si aprono in gonne a corolla, long dress arricchiti da ruches e sfacciate trasparenze.  Texture diverse, pesi diversi si sovrappongono ed esaltano la maestria dei tagli sartoriali. Anche le fantasie e le cromie sono quelle care allo stilista: ricchi e minuziosi ricami floreali ed animalier su una palette di colori prevalentemente black and white stemperata da pochi accenni di colore.

La silohuette è sicuramente retrò ma attualizzata e fresca, mai troppo marcata. Una collezione nel suo insieme sensuale pur nei suoi outfit più castigati.

Per quanto riguarda gli accessori anche in questo caso è un gioco di abbondanza e sovrapposizione. Il gioiello diventa monile, portafortuna. La scarpa si porta allacciata alla caviglia con foulard di seta.

Voi che ne pensate?

Baci

Sonia

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

 

Dior

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